domenica 28 settembre 2008

Varese 2008!

Sono da poco finiti i Mondiali di Ciclismo di Varese 2008 e mi sento di elargire un po’ di complimenti. I primi vanno a Varese, la mia città, che ha saputo accogliere ed organizzare un evento mondiale ad altissimi livelli. Come al solito, col senno di poi, si può dire che alcune cose potevano essere organizzate meglio, che ci sono stati degli errori, tutto vero, e le critiche costruttive servono a migliorarsi, ma la realtà è che l’evento è riuscito benissimo e Varese è finita sui giornali e le televisioni di tutto il mondo uscendone alla grande, come merita. Quando parlo di dove vivo spesso devo aggiungere “al confine con la Svizzera” o “50Km a nord di Milano”, perché Varese non è molto conosciuta, non ha il mare, non è una grande città d’arte, non è una metropoli e non è famosa ma merita di essere conosciuta perché è splendida, con tutta la zona che la circonda, trasuda storia a partire dalle splendide ville e dai loro giardini e, anche in campo sportivo, sono indimenticate le imprese nel Basket, l’Hockey, il motociclismo e anche dei tanti sportivi nati sul nostro territorio. Varese, pur con i suoi difetti e le sue contraddizioni merita di avere la giusta visibilità e chi è scappato dalla città o avrebbe preferito che questo mondiale si fosse svolto altrove non si rende conto di quanto importante è stato, e potrà essere. Non posso negare che ho trovato assurdo, ad esempio, trovarmi l’assicurazione chiusa per i mondiali, ma di questo non si può incolpare l’organizzazione, io ho lavorato l’intera settimana in centro senza avere grosse difficoltà, ho pranzato in Piazza Motegrappa con i corridori che mi passavano davanti e ancora non riesco a capire tutto l’allarmismo e il malcontento di alcuni cittadini.
Gli altri complimenti vanno invece alla squadra azzurra che se ne va da Varese con quattro medaglie, due d’oro e due d’argento, due conquistate dagli under 23 e due portate a casa oggi, nella giornata più importante e seguita. Oggi la squadra italiana ha letteralmente fatto a pezzi gli avversari dimostrato una superiorità tattica e di gambe imbarazzante. Tutti si aspettavano la vittoria di Bettini ed invece il caposquadra, e con lui tutti gli uomini azzurri, si sono resi conto che sarebbe stato difficilissimo, gli avversari hanno fatto tutta la gara su di lui, senza mai esporsi, senza mai attaccare. E qui nasce il capolavoro tattico, Paolo si è messo al servizio della squadra, ha lasciato strada ai suo compagni e così facendo ha di fatto tagliato fuori tutti i favoriti della vigilia che, marcandolo ad uomo, si sono fatti prendere in contropiede. Anche la superiorità fisica è di tutta la squadra che ha fatto la gara fin dal via, senza aiuti o supporto da altri, hanno corso da soli contro tutti e l’hanno fatto alla grande. L’impresa finale, poi, porta i nomi di Davide Rebellin (4°), Damiano Cunego (2°) e del vincitore Alessandro Ballan. I tre sulla salita dei Ronchi dell’ultimo giro hanno messo in scena l’ultima impresa tattica, hanno attaccato dandosi il cambio per staccare tutti gli uomini più pericolosi in volata e se ne sono andati assieme a pochi avversari. I tre azzurri sono stati fantastici, tutti, ma eccezionale è stato Alessandro quando, in pieno centro, nel cuore di Varese, ha cambiato marcia volando via, uno sprint micidiale che ha regalato il terzo mondiale consecutivo alla nazionale italiana e i brividi a chi l’ha visto. Io, che di ciclismo non sono appassionato nemmeno un po’, ho vissuto quegli ultimi attimi col cuore in gola, per Ballan, per l’Italia e per la mia Varese, consapevole che nella città che tanto amo si stava per scrivere un'altra pagina di storia. Lo dico sempre, amo girare il mondo, ma sono italiano e Varese è casa mia, quindi grazie, grazie agli azzurri, grazie a tutti quelli che sono venuti qui, da ogni parte del mondo, e un grazie di cuore a Varese e ai Varesini perché questo mondiale è anche nostro.

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