lunedì 13 ottobre 2008

Troy un eroe da libro di mitologia!

Ho lasciato passare circa una settimana prima di scrivere queste righe, volevo smaltire l'euforia, i festeggiamenti e tutte le emozioni provate domenica a Magny Cours. Ma per me parlare di Troy Bayliss senza emozionarmi è praticamente impossibile, lui per me è l'esempio che gli eroi che leggiamo nei libri esistono ancora e sono tra noi. Un ragazzo come tanti altri, nato in Australia e che si paga le prime moto facendo il carrozziere. La svolta arriva conoscendo Kim, è lei ad aiutarlo economicamente per cercare di sfondare nelle corse e lei sarà presto sua moglie e compagna per sempre. La carriera dell'australiano inizia tardi ma inizia forte, si fa notare come wild car, vola in Inghilterra dove al secondo anno vince il titolo BSB e poi, a causa dell'infortunio di King Carl si ritrova sulla Ducati Superbike nel mondiale più spettacolare del mondo. E' il 2000, Bayliss fatica la prima gara ma a Monza getta subito le basi per la sua leggenda facendo incetta di cuori. Chi l'ha vista in tele e, soprattutto, chi era là non lo dimenticherà mai, siamo alla prima variante, Troy mette in scena uno dei sorpassi più belli della storia, in una sola staccata infila quattro dei piloti più forti del momento, lui, debuttante quasi sconosciuto ai più! E non è un fuoco di paglia perché la gara dopo, sul vecchio Hockenheim, arriva la prima vittoria. Il resto è storia, anzi, mito. Nove anni di imprese ed emozioni regalate a manate ai suoi tifosi, 6 anni in Superbike e 3 in gp, tre titoli mondiali, vittorie, podi ma, sopratutto, numeri al di fuori dall'immaginabile. Troy in pista è una furia, sempre in gara per vincere, sempre al massimo, incapace di arrendersi, traiettorie impossibili, numeri d'alta scuola ed un coraggio da ragazzino. Ma è fuori dalla pista che Bayliss completa l'opera, un uomo eccezionale, legatissimo alla famiglia, sempre vicino alla squadra e a tutti i meccanici e sempre, sempre, sempre disponibilissimo con tutti i suoi tifosi. Sembra quasi impossibile trovargli un difetto. Quando uno vince tanto, in un modo o nell'altro, si attira sempre detrattori e antipatie e invece... invece è difficile, se non impossibile, trovare qualcuno che parli male di lui, perfino gli avversari e i compagni di squadra, tante volte battuti, lo temono in pista ma lo rispettano e lo stimano. In Francia il nostro carrozziere volante ha scritto un altra pagina della leggenda, con mano leggera, come un romanziere, ha conquistato il titolo piloti nella prima gara per poi, senza nessuna necessità, nessun obbligo, lanciarsi in una furiosa sfida nella seconda gara per dimostrare, ancora una volta di essere il migliore, sempre e comunque. A vedere i suoi numeri da bordo pista si è rischiato l'infarto con le tribune che sembravano dover crollare da un momento all'altro, ma Troy è così, è sempre stato così. Troy Bayliss, a quasi quarant'anni, senza più niente da dimostrare e da vincere... e lui ti dice "I miei tifosi vengono per vedere questo, io corro per loro!". Manca solo una gara e poi appenderà il casco al chiodo, lo incontro per il paddock e non posso non dirgli quanto mi, ci, mancherà... "Sarete voi e la Superbike a mancare a me, molto più di quanto mancherò io a voi" risponde lui... e si prepara per regalarci le ultime emozioni prima di tornare in Australia con la sua famiglia. Grazie Campione, grazie Troy, grazie Carrozziere Volante, grazie Eroe... e credici, ci mancherai da morire!