sabato 5 agosto 2006

Non ci sono paragoni...

Oggi la mia giornata di lavoro è terminata tardi, visto che è venerdì e dovrei fare l'orario estivo, ma presto rispetto al solito. E così poco dopo le 18 varco la porta dell'ufficio e vengo abbagliato da un sole splendente nel cielo. Di fronte a me il Mostro, balzo in sella, giro la chiave e lo faccio ruggire.
Gesti ripetuti centinaia di volte, ogni sera per tornare a casa... ma questa volta allo stop mi fermo... ci penso un po'... sento qualcosa di strano... sposto la freccia da destra a sinistra e mi allineo davanti la semaforo. Casa mia è dalla parte opposta... imbocco il viale... in mezzo al traffico sono tranquillo, mi aggiusto la visiera, scaldo gomme e motore e svuoto il cervello da tutti i pensieri, lavorativi e non.
Imbocco la salita ed inizia la strada che porta al Brinzio... siamo solo noi due... attorno non esiste niente... il mondo non conta più... siamo noi, noi e i boschi attorno alla strada, noi e le curve... l'aria è fresca, non ci si squaglia come qualche giorno fa... i piedi cominciano a spingere sulle pedane... le cambiate più cattive... i giri salgono e non chiedevamo di meglio... è come una bestia tenuta in gabbia che aspetta solo di poter uscire... ruggisce e si fionda come una belva ma aggredisce le curve e ci si butta dentro docile come un agile destriero... io sono il suo fantino... Rasa... Brinzio... Castello Cabiaglio... e po giù... si rifà il Brinzio al contrario... Ponte Tresa... Porto Ceresio... Nient'altro riesce a farmi sentire così! Torno a casa tranquillo, rilassato, sereno... è come se fossi stato trasportato in un altro mondo... osservo le nuvole bianche che spruzzano il cielo azzurro... sento il profumo del prato appena tagliato... ascolto il vociare dei bambini che giocano... accarezzo istintivamente il serbatoio... siamo complici... complici e felici... felici come non si potrebbe essere altrimenti... non ci sono paragoni... no!

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